...DIVAGAZIONE...
Apro una parentesi di vita extra lavoro perché quanto ho visto ritengo sia più che “degno”... Sabato sono andata a far spesa. Eh...’sti impiegati forzati della spesa del sabato...Che tristess...Ma, libera da impegni, finalmente ho potuto far spesa con un minimo di calma e mooolta meno folla del solito: sono andata alle 13:00. Per raggiungere il solito centro commerciale devo fare una strada che taglia l’aperta campagna, un paio di paesini e mi ritrovo in città. Passando in quelle stradine, incontro nei soliti posti le solite Corpivendole. Quella sotto l’albero, quell’altra in macchina, l’altra ancora...che non c’è, ma c’è la sdraio...è al lavoro... insomma, ce ne sono almeno quattro o cinque. Sempre loro, sempre allo stesso posto. Ma questa volta ho notato un particolare che non avevo mai visto. E – sinceramente – mi si è stretto il cuore. Una di queste signore, accanto alla sdraio dove si mette in attesa di clienti, ha posto un sacco nero, della spazzatura. Ebbene, l’ho vista con i miei occhi: scaricata dall’auto di un cliente, la signora ha aperto il sacco nero e vi ha gettato i...rifiuti di produzione! Volevo fermarmi e ringraziarla. Non l’ho fatto perché ho pensato che mi avrebbe mandato a quel paese, ma me ne sono pentita, perché mi sono sentita stupidamente e inutilmente conformista a non averlo fatto. Sull’argomento prostituzione mi sono soffermata spesso negli anni. Non ho mai capito la scelta – qualora di scelta si tratti - e sempre con odio penso a chi lo impone con la forza a donne deboli. Ho letto anche “Ritratto a tinte forti”, cercando di capire.. Come donna, soprattutto, e darmi un perché. Non mi piace il termine “puttana” per definire queste persone, è un termine che invece ho usato per definire pseudo-amiche o colleghe più che la prostituta stessa, lo trovo più corretto e aderente alla realtà. Ho avuto colleghe che sì che facevano “commercio abituale del proprio corpo a scopo di guadagno” come il vocabolario spiega, ma non ho mai conosciuto una corpivendola di professione... Vedere quella donna agire così mi è sembrato un controsenso quasi buffo. Andare con uomini che non si conoscono, avere un’intimità magari arida, distaccata e fugace, senza sentimento nè tenerezza, e poi avere un pensiero, un riguardo per sé stessa e l’ambiente che circonda il proprio luogo di lavoro. Lo trovo incredibile. Se faccio un confronto azzardato, l’ho trovata più civile di certa gente che fa’ dei numeri assurdi in ufficio...A volte qui mi sembra che se potessero farebbero la cacca sotto la scrivania. Ecco, direi che vederla fare un gesto di estrema civiltà come il non buttare rifiuti a terra rovinando il verde della campagna, mi ha fatto pensare che quella donna meriti molto più rispetto di altre che – almeno all’apparenza - passano per più “rispettabili”....
...TROPPO TARDI....
Eh...lo sapevo...Il mio grido disperato è andato nel vuoto...Certo, avrei potuto gridare un po’ prima... Ma tant’é... Sta di fatto che venerdì c’è stata l’ennesima caxata...Ma quel giorno quella caxata mi ha fatto imbufalire, non tanto per la caxata in sé, quanto per il fatto che abbia intaccato la mia sfera privata. E su questo transigo poco. Quasi nulla.
L’ultima caxata è un bagno che perdeva che non è stato controllato. E vabbè. Non è la prima volta, e temo nemmeno l’ultima..La cosa che mi ha fatto imbufalire è stata che un bel giovedì prefestivo decido di uscire prima (le 19...) e andare con mia madre in un certo posto..Mia madre ha qualche problemino di deambulazione, l’età etc.etc....Ma ero contenta che dopo tanto tempo si faceva qualcosa insieme. E invece no. Già uscita dall’ufficio, vengo richiamata di corsa dalla signora delle pulizie che allarmata mi dice che c’è un bagno allagato. Ritorno, vedo, mi incaxo, chiamo mia madre e l’avviso che faccio un po’ tardi. Dell’idraulico nessuna traccia. Bagno con due dita d’acqua che ormai ha raggiunto la moquette. Vabbè, se lascio così per il ponte...Addio...Ed ecco che realizzo il contagio...Lento ma inesorabile...Prende piede...Mi incaxo ulteriormente, che se avessi avuto lì la mia “collaboratrice” l’avrei messa nel cesso a testa in giù... Smonto la vaschetta dell’acqua e inizio a cercare un caz di rubinetto. Nulla. Ora... Io e l’idraulica viviamo su pianeti separati, ma il terrore di dover stare lì fino all’arrivo dell’idraulico “notturno” mi angosciava. Mamma che aspetta, povera donna, tutti i santi scomodati lassù e....IDEA! Cartellina sospesa a “V” ... Con gesti febbrili strappo la parte di plastica con i ganci e la metto sotto il galleggiante, tra la scatola e il muro. Scarico l’acqua e...Non perde...Non perde più! Ha! Evvia di corsa, solo per scoprire che mia madre nel frattempo era rientrata – da sola - a casa...Ormai era troppo tardi. Mi sono sentita una emme...Povera mamma... Ma una risposta l’ho avuta: chi é McGyver? ....Ma sono IO!!!!!! Dio che tristezza...ormai sono come loro...*risatina isterica*