IL REGNO MAGICO DELLA TOILETTE! Part 5 of....
Il Rosicatore di Assi.....
Nuovo drammatico evolversi della saga. Oltre ai sempre presenti personaggi dell’Apriscatole Professionista, Spostascatole Pitagorico e lo Svitaviti Molesto (per i nuovi amici, vedere qualche mese fa...), è balzato agli onori della cronaca con una certa prepotenza il Rosicatore di Assi. Si, letteralmente, colui che rosica i sedili. Di plastica. Del cesso. Abbiamo anche questo. L’altro giorno mi chiama un collega e mi informa che in un bagno uomini manca mezzo sedile di un cesso. Credevo scherzasse. Poi ho dovuto andare a vedere di persona. Pare che il Rosicatore in un impeto incontrollabile si sia rosicato metà sedile di un cesso. Così, da un giorno all’altro. Ne è rimasta metà, rosicata, attaccata alla tazza. Il fatto che l’altra metà sia letteralmente sparita mi ha insospettito. Nei cestini non si è trovata. Nemmeno negli angoli più nascosti. E’ una barzelletta, mi son detta. Ma forse no....Che se la sia rosicata davvero? L’idraulico che è intervenuto mi ha guardato strano. E mi ha chiesto “Ma...Come ha fatto?” .... “IO? No..dico..A me lo chiede? Guardi che questo è un bagno maschile, e notoriamente tutto può fare una donna un po’ sana di mente fuorché andare in un bagno maschile se ha la possibilità di scegliere...” Punto. E qui, anche se ormai i maschietti non rispettano più i divieti, ci sono bagni per maschietti e bagni per femminucce. Vista l’uscita infelice dell'idraulico, ho aggiunto: “Ma secondo lei...Che ne avrà viste tante...Come avrà fatto?” Mi ha guardato, serio, e mi ha detto: “Mah...Non sembra rotta...Sembra......Sgranocchiata...” Poi conclude, scuotendo la testa “Cosa vuole...”. Cosa voglio? Cosa voglio??? Voglio andarmene da questa gabbia di matti prima che diventi come loro, o almeno lontano dagli sgranocchiatori di cessi. Ecco cosa voglio!!!
LEI QUI NON PUO’ SALIRE...
Episodio 4 – Adesso ti prendo e ti scaravento sotto il treno..
Sono un po’ in ritardo rispetto al giorno dell’accaduto, ma dovevo far sbollire la rabbia...Sto praticando talmente male in questo periodo che temo anche gli Shoten Zenjin mi stiano voltando le spalle..E’ ora di finirla però...Eccheccavolo..Ma questo accanimento di stupidaggini metterebbe a dura prova chiunque, buddista o meno...
Primo giorno di lavoro post ferie. E già qui è tutto un dire. Ovviamente, il pollo-last-minute arriva alle 18:15 e mi dice che “si è dimenticato di inviarmi il documento da preparare per il CDA di domani” . Poco male, non fossi abituata.....Il problema è che:
a) essendo senza macchina, il mio compagno si stava scapicollando alla stazione per recuperarmi
b) il treno partiva dopo neanche 30 minuti
c) la preparazione del documento mi avrebbe trattenuto in ufficio per almeno 30 minuti. Non sono wonder woman, sono un essere umano, un cervello (credo..spero!), due mani e due gambe, una certa età e comprensibili difficoltà ad essa legate. Uguale: treno perso. Allora:
a) scomodo un po’ di anime lassù, e mi rimetto al lavoro..
b) avviso il mio compagno, il quale di conseguenza scomoda le anime che non ho finito di scomodare io per risparmiare tempo..
c) leggo, rileggo, correggo, imposto, stampo, rilego il totale di 310 pagine
d) saluto, NON ricevo nemmeno uno sporco grazie, fanculizzo e corro al treno.
Semplice? Giammai.... Il mio treno se n’è già andato. Vedo sul monitor che c’è un bellissimo treno in ritardo di mezz’ora che va nella direzione giusta (Ferrovie, una proposta: ma perchè non ci organizziamo un po’ con ‘sti ritardi e vediamo di andare un po’ in sincro? Sarebbe ora, neh???) Ovviamente ben numero 10 binari più in là e mi fiondo. Dall’altoparlante dicono che è in partenza. Corro più forte. Salgo al binario e vedo il treno con le porte chiuse, fermo. No! Una porta è ancora aperta, quella dove c’è il controllore, che sporge e segnala. Corro e faccio per salire, prendo la maniglia con una mano ma quell’essere immondo, schifoso e molto stronzo mi mette quasi una mano in faccia e mi intima perentorio: “Lei qui non può salire”. "Mah?!?!?" E' tutto quello che sono riuscita a dire. Cazzarola, io senza parole? Mi sono sentita come il mio cucciolotto quando vede davanti a certi negozi l’adesivo “io non posso entrare” con la barra rossa sopra. Ci sono rimasta malissimo. Il treno era fermo, la porta aperta...Cazzo non sono un quadrupede che non può entrare in panetteria! Insomma, ho mollato la presa da tanto ci sono rimasta male, e in quel momento il treno si avvia. Niente. Atterrita, ci metto un attimo a riprendermi e incomincio a rincorrere lo stronzo sporgente insultandolo fino alla settima generazione. Temo che ormai mi conoscano quasi tutti i pendolari - e forse anche i controllori...- visti i miei show...Quando ho iniziato a fare la pendolare mi sono detta: “Non voglio diventare una delle tante pendolari incazzate e acide come quelle che ci sono in giro..” Vabbè, almeno l’impegno ce l’ho messo...