Vita quotidiana di una segretaria "fuori dal comune"...
MECCANISMI GERARCHICI AZIENDALI
Ristrutturazione e destabilizzazione – Part 2 : Figure da trasloco
L’impiegato medio cerca di accettare – o almeno si sforza – ogni cambiamento nel suo posto di lavoro. Se poi non ha voce in capitolo, va da sé. I più junior poi pagano lo scotto della loro condizione, mentre i senior seguono grottescamente le orme dei gerarchi fantozziani. Ma quanto ha ragione il caro Villaggio? Almeno qui ci siamo fermati al numero di piante, hubbettini e accocchi informatici vari presenti in ufficio. Niente sedie in pelle umana né esseri umani in acquari a muro. Per ora…
Per carità, ci sono i “Signori”, quelli che almeno all’apparenza non fanno un plissé, quelli che se ne infischiano. Pochissimi, ma ci sono. Urrà. Poi ci sono le vittime. Quelli che “noiolacassettieranonlamettosottolascrivaniacheègiàpiccolaepoinoncistoealloralametto
fuorisulladestra” detto tutto in un fiato ansioso e lacrimevole. Si, bravo, così ogni volta che il tuo collega si alza ci lascia la rotula. Bravo, tu sì che sei bravo.…
Poi c’è quello che sta distante dal muro. Senza un motivo particolare, o forse si: perché altrimenti “ha il fianco troppo contro il muro”. Ovvio.
E dulcis in fundo, arriva Lui. Lui, il senior tra i junior. L’eterno scontento. Colui il quale, rabbioso per non appartenere ancora alla casta eletta dei senior è in un limbo opprimente tra chi può e chi non può, quello che da brava mamma anatra lo vedi a passeggio nell’ora d’aria con gli accoliti, i lacchè e le vallette di turno. Lui capofila, e dietro tutti quanti – gerarchicamente disposti – a scodinzolare come docili anatroccoli. Lui è la persona che può far saltare un ufficio intero. Si, quello che, facendo leva sulla sua seniority (e sull’amicizia di qualche direttore) può dettare buono e cattivo tempo. Senza di lui, non si prendono decisioni. Eh..Metti che poi prendono la decisione “sbagliata”? Che dire della sua postazione, poi? Considerando che il tutto vale anche al femminile, l’espressione di Lui fin da quando riceve la triste notizia è da immortalare per i posteri. Sguardo basso, angoli della bocca piegati ancora più in basso. Che toccano terra quando entra nell’ufficio nuovo. Quello che quando era nell’ufficio vecchio aveva la scrivania in posizione Anti-Legge 626 (sicurezza sul posto di lavoro n.d.r.) e non c’era verso di convincerlo, perché lui era comodo così, mentre quando si sposta fa di tutto per essere ligio alla legge, ovviamente creando più scompiglio possibile.
E allora cosa c’è di meglio di rivalersi sull’ultimo venuto, sulla new entry? He..He…Qui i diavoletti si sbizzarriscono: la new entry, in genere donna e che non si può vantare di essere figlia, nipote, conoscente di chi sa chi la troverete di spalle alla porta, la scrivania praticamente sulla porta dell’ufficio e con l’anta dell’armadio che le sbatte direttamente sul fianco. Beh, parlavo di selezione naturale, tempo fa, no?
Infine l’immancabile polipone. Quello che dove si posiziona si allarga a macchia d’olio, tentacoli in ogni centimetro libero. Che non gli compete, ovviamente. E qui altra battaglia per cercare di convincere il polipone a ridimensionarsi ed evitare che gli altri gli taglino la testa. A volte mi tocca fare l’ambasciatrice tra le fazioni. Ogni tanto però lo spiritello cattivello prende le redini e mi infonde quella voglia di lasciarli fare. E stare lì a guardare mentre si accapigliano come bimbetti dell’asilo. E io lì in mezzo, a guardare e ascoltare, mentre tristemente penso che si, certamente la mia vita è fuori. Via, lontano da qui.
MECCANISMI GERARCHICI AZIENDALI
Ristrutturazione e destabilizzazione – Part 1
Che il cambiamento nell’essere umano possa generare stress è scritto ovunque, dalla stampa femminile ai testi di psicologia. Ovviamente ci sono dei distinguo che possono variare da essere ad essere. Soprattutto da animale d’ufficio ad animale d’ufficio. Io stessa, nonostante l’età, l’esperienza, il buddismo e i tentativi di rimanere il più possibile fuori dagli schemi sono parte del meccanismo (*sigh!*). Ma c’è chi reagisce meglio, e chi peggio. Come accennato qualche post fa, sono stati eseguiti dei lavori, qui da noi. Di ristrutturazione. Che da noi corrisponde a destabilizzazione. Ristrutturazione fisica e destabilizzazione mentale. Proprio così. E’ molto interessante osservare le reazioni, gli atteggiamenti delle persone alle quali è comunicato un semplice cambiamento d’ufficio, o di postazione di lavoro. E maggiore la seniority, maggiore la difficoltà. Di assorbire il colpo. Al di là dello spostamento fisico con annessi e connessi, maggiore è la seniority, maggiori sono i capricci. “No, ora non posso…””Ma cos’è questa novità?”” E perché?” Sono le frasi più gettonate, espresse in genere con malcelata angoscia e frustrazione. Lo spostamento destabilizza anche il più duro dei duri. E’ tuttavia facile da comprendere. O meglio, a essere buoni, invece di etichettare tutti come dei puerili rompicoglioni si possono spezzare lance e dire che dopo un po’ di tempo si crea complicità con i compagni…(Di cosa? Di classe? Di sventura? Di merende??). Che l’ambiente, la grandezza della stanza e l’orientamento della luce creano un senso di appartenenza…(In miniera! Subito!!!!) Che l’orientamento della scrivania stessa se cambiato dopo lungo tempo crea problemi…(Si, la labirintite da orientamento di scrivania, la piaga del XXI secolo…Ma per cortesia…). Ricordo che anche a me, dopo lunghi anni di solitudine in un piccolo ufficio, quando mi hanno appioppato la junior da coltivare era venuto un atroce senso di oppressione. Ma il mio fastidio era di natura fin troppo normale: avendo a che fare con “la Rana dalla Bocca Larga” era divenuto impossibile pensare ad alta voce, parlare al telefono dei fatti miei senza che il resto dell’ufficio sapesse tutto, appunto. Beh, quello si che è un disagio, non trovate?.
Ma tra le situazioni più tragicamente buffe vi sono gli Appostamenti e dalla Morra. Si, avete inteso bene. Quando si spostano delle persone in un ufficio senza che vi sia una distribuzione dei posti stabilita, si dà il via alle danze: appostamenti, gente che non è mai entrata in ufficio prima delle 10 che alle 08:01 è già sulla porta d’ingresso. Come al primo giorno di scuola: chi prima arriva, meglio alloggia. Dicevo le danze. Si, le danze in genere hanno luogo all’interno del perimetro dell’ufficio nuovo. Chi zompa di posto in posto come un grillo per capire la postazione migliore (meglio se non di spalle alla porta, possibilmente d’angolo e il più defilato possibile), e chi risolve tutto con improbabili lotterie e giochi della morra. Si, ci si gioca il posto a estrazione. Da vedere! Poi quelli che cambiano i cartellini dei tavoli (ma quello ancora prima, tra le 7 e le 7:30 del mattino, onde evitare testimoni) e… Per ora mi devo fermare…A presto la prossima!!!
Luxuria_alter_ego in FIGURE DI MENTA &ldq...
alexanderXmax in Ooooooh! *sospirone*...
AFFITTO LA MIA MANDORLA
ALBO
ALESEGRETARIA
ALEXANDERXMAX
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