LA SEGRETARIA PERFETTA

Vita quotidiana di una segretaria "fuori dal comune"...

giovedì, 21 giugno 2007

PRIORITA’ DELLA VITA

 

Ciao agli amici blogger, grazie per le visite e scusate l'assenza improvvisa...

Ci sono dei momenti nella vita nei quali quando hai un attimo di tempo e di lucidità cerchi di riflettere. Nel mio caso, come temo per altri, questi momenti in genere coincidono con fatti brutti, nei quali soffri, ti disperi, sei impotente e cerchi un perché che il più delle volte non trovi. Insomma, quei momentacci nei quali vorresti tranquillamente essere su Marte…O più in là. I più saggi questi momenti di riflessione li cercano; i meno, o meglio, gli esseri “umani” in genere li subiscono, sono loro imposti dalla vita stessa. Me ne è capitato uno nell’ultimo mese, un serio problema familiare che mi ha portato in uno dei luoghi più brutti che io conosca, l’ospedale. Al di là della facile  ma triste ironia sulla (mala)sanità italiana, l’ospedale in genere è il luogo che più temo. Da sempre.  Mi ritengo estremamente fortunata a non averne frequentati moltissimi finora, ma questa volta lo shock è stato forte, per la prima volta ho visto un reparto di rianimazione. Non voglio addentrarmi oltre in dettagli tecnici, non è il caso. Vorrei invece girarvi una domanda che mi sono posta in questi giorni: l’umano quando subisce un fatto negativo in genere “rinsavisce” improvvisamente e si chiede “ma come si fa a perdere tempo in certe cazzate quando ci sono problemi più gravi e seri? Certe volte prima di pensare alle cazzate si dovrebbe fare un giro all’ospedale...” Le avrò sentite centinaia di volte in questi giorni. Credo di averle dette e pensate io stessa. Fin qui è pacifico. Ma la mia domanda è questa: perché l’umano, una volta superato l’ostacolo, il momento negativo, la mazzata che sia, non ricorda di quanto ha provato poco tempo prima e torna a pensare e sprecare energie sulle solite banali cazzate? Possibile che in certi casi non si riesca proprio a imparare nulla? Siamo troppo egoisti ed egocentrici? E sto parlando anche per me….

Postato da: AkaiSuisei a 08:11 | link | commenti (10) |


Commenti
#1    21 Giugno 2007 - 10:44
 
Si dimentica tutto perchè altrimenti si viene schiacciati dai ricordi di quello che è passato.
Pensa che io cerco di pensare il meno possibile alla mia amata nonna,perchè ogni volta che lo faccio (anche ora, sai?), mi scendono le lacrime...
Se mi icordassi di lei tutti i giorni forse sarei una persona migliore, ma temo che non riderei più per tutta la vita!
Siamo animali semplici, non siamo fatti per la profondità d'animo continua...
Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente AleSegretaria

#2    21 Giugno 2007 - 16:12
 
mi metto in fila dietro di te.......

e ti sono vicino, in tutti i sensi.
Bentornata cara mia, mi sei mancata
Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente piattocaldo

#3    21 Giugno 2007 - 21:24
 
perchè semplicemente siamo umani ... credo ...
elena
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#4    22 Giugno 2007 - 11:51
 
Hai proprio ragione, superato il momento di difficoltà si tende a dimenticare e si ricomincia a pensare alle stronzate e a crucciarsi per cose per cui non vale proprio la pena... credo che sia perchè è più facile così... (e poi secondo me l'essere umano è fondamentalmente stupido)
Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente LaraMD0

#5    25 Giugno 2007 - 22:30
 
mi spiace spero si sia risolto tutto!
quanto alla domanda.. me la sonofatta tantevolte ma ancora non so rispondere. pero' io credo che queste esperienze ti cambiano, anche se di poco.. e ti portano a vederela vita da un differente punto di vista. comunque,magari tu non te ne accorgi, masei diversa da prima.
un bacio.
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#6    03 Luglio 2007 - 09:39
 
per l'appunto perchè siamo umani.
Fatti di carne e sensazioni. Fatti di quotidianità. E nella nostra quotidianità non è detto che non si impari qualcosa, anche se si ricade negli stessi errori. Anche io sono una come te che le cose non se le lascia scivolare addosso, io il perchè me lo chiedo comunque, anche se magari trovare la risposta non è facilissimo sempre.
Penso che dovremmo cercare di essere meno duri con noi stessi.
Io lo dico sempre, non siamo supereroi.
Siamo *finiti* e in quanto mortali abbiamo incertezze commettiamo errori e agiamo di istinto. Non mi sembra così male comunque...
:)
Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente ninanelsole

#7    06 Luglio 2007 - 20:50
 
abitavamo in una via a fondo cieco dove andavano a finire i funerali, vicino alla cappella mortuaria (che allegria, penserete) quella volta si usava così, era annessa all'ospedale.
mia madre -sarta- guardava i vestiti delle signore perchè all'epoca era ancora uso che matrimonio e funerali si sfoggiava il meglio del proprio guardaroba. doveva essere un avvenimento.
la tristezza e la tetra cerimonia non ci toglieva il buon umore, era uno spettacolo che oramai faceva parte della nostra quotidianità, come lavarsi le mani.
Vicino a casa nostra c'era anche il centro tumori. incrociavamo persone frettolose, cupe, lacerate dal dolore.
Fino a che capitò a noi: ho una certa età e da quella della ragione nella mia vita ci sono croci a non finire, le sento tutte, perchè ho perso mia madre (42 a) quando ne avevo 18, quindi tutti i funerali dopo il suo, tutte le malattie dopo la sua sono state un rivivere angoscia e dolore.

Mi sono rimaste scolpite nella mente le parole di mio padre, che disse:
"quando vivi la tragedia, il dolore ti dilania, ma poi passa, tanto che anche quando incroci gente che sta vivendo la sofferenza che hai vissuto tu, non riesci neanche ad immaginare quanto grande sia la sua o sia sta la tua, anche se l'hai provata"

Sarà per questo genere di consapevolezza che ho ereditato da mio padre, non solo geneticamente, ma anche con fatti e parole che ho sempre improntato la mia vita verso le cose vere. Dando valore al fatto di poter camminare, parlare, vedere, sentire, gustare, gioire, amare, perdonare, sorridere e piangere, ragionare : tutto assaporato non sempre, ma quasi con riconoscenza e consapevolezza.

Comunque non è mai troppo tardi...
un saluto con simpatia a tutti anche se non vi conosco.

Complimenti per il sito, sono impiegata anch'io, ma in una ditta piccola... scrivi molto bene...

Renata


Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente magadoz

#8    13 Luglio 2007 - 17:45
 
Ciao donna fantastica!!! Me ne vado in ferie e rientrerò a fine luglio.. ci risentiamo poi stanne certa.
Ti bacio....
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#9    17 Luglio 2007 - 13:46
 
uè collega! Se ci sei batti un colpo...
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#10    23 Luglio 2007 - 16:15
 
Toc toc???
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Commenti
 

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Utente: AkaiSuisei
....Quando lo capirò vi farò sapere!....

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